“Minimalismo digitale” di Cal Newport

Come superare la dipendenza da smartphone, tablet e computer.

In questo testo trovo ci siano concetti chiave interessanti e consigli pratici che, se applicati, possono portare cambiamento. Li ho sintetizzati in questo articolo.

Come mai l’uso eccessivo dei dispositivi digitali ci rende infelici

Se la vita è il tempo che abbiamo a disposizione, allora scegliere in autonomia ed in modo consapevole a quali attività dedicarci è essenziale per sentirci soddisfatti.

Non sempre siamo soddisfatti di come usiamo il nostro tempo.

La sensazione è più acuta quando quello che sentiamo di “buttare via” è il nostro tempo libero.

Abbiamo tutte le ragioni per non sentirci contenti, se viviamo male quanto di più prezioso abbiamo.

Questa frustrazione, questa scontentezza, derivano dalla sensazione di averlo trascorso in attività che, una volta terminate, ci fanno sentire vuoti.

Accade quando trascorriamo troppo tempo a scorrere profili su Facebook, a guardare video su YouTube, a navigare in internet, a controllare più volte se qualcuno ci ha cercato su WhatsApp.

Che cos’è il minimalismo digitale e in che modo può aiutarci

Il minimalismo digitale può esserci utile per continuare ad utilizzare tutta la tecnologia che abbiamo a disposizione senza che questa fagociti il nostro tempo.

Il minimalismo digitale è un approccio che applica al digitale il principio del “meno è meglio“.

Non è un approccio che si schiera contro la tecnologia, come il nome potrebbe fare erroneamente pensare.

Al contrario, riporta alla nostra attenzione il ruolo che la tecnologia ha nelle nostre vite: smartphone, tablet e computer sono strumenti e come tali vanno usati, come mezzi per raggiungere un fine e non diventare essi stessi uno scopo.

Spesso invece diventano il modo in cui “riempiamo” il tempo libero che abbiamo.

Lo sentiamo vuoto, non vogliamo annoiarci, e la tecnologia offre un riempitivo facile.

Ma a lungo andare non fa che alimentare la noia da cui desideriamo sottrarci.

Anche la noia crea dipendenza…

Essere minimalisti digitali significa riflettere su quali siano i propri valori, ciò che per noi conta davvero, e scegliere di conseguenza, in piena autonomia e consapevolezza, quali strumenti digitali rispondono allo scopo e in che misura.

Più che una filosofia, il minimalismo digitale è un approccio molto pragmatico:

Cosa posso fare se ritengo di trascorrere troppo tempo tra social e video o a navigare sul web?

Il metodo in 3 step per superare la dipendenza

Cal Newport in “Minimalismo digitale” tratta questo tema in modo approfondito e propone un metodo in 3 passi per liberarsi dalla tecnologia superflua.

È un po’ il “Marie Kondo” del decluttering digitale!

Il punto centrale è tenere solo quello che consideriamo indispensabile per noi, che sia il pc per lavoro o un videogame per rilassarci, stabilendo però per ciascun dispositivo scopi, tempi e modalità.

Si inizia proprio dalla…

  • FASE 1: DEFINIRE LE REGOLE

Per ogni dispositivo è importante chiedersi qual è lo scopo per cui lo usiamo, quando è opportuno utilizzarlo e per quanto tempo.

Meglio scriverlo questo regolamento: verba volant, scripta manent!

Ci ritroviamo così ad aver stilato un elenco di regole, che ci ricordano quando e per quanto usare Facebook, quante ore stare a pc, quanti episodi della nostra serie preferita vedere…

Possiamo anche prendere tutti gli accorgimenti che ci facilitano nel non “cadere in tentazione”, come spegnere il cellulare dopo una certa ora o disinstallare alcune app…

Mi ha colpito, ad esempio, il caso di una professionista stanca di ricevere continuamente chiamate, lavorative e non, nell’arco della giornata.

Ha deciso di rendersi reperibile telefonicamente alle ore 17 dei giorni feriali, dopo aver avvisato clienti e familiari, evitando così di essere continuamente interrotta. Si è scoperta più concentrata e meno stressata.

Talvolta è la convinzione di non potersi mai disconnettere, di dover essere sempre reperibili per il timore di perderci qualcosa, che ci tiene sempre vigili, attenti agli stimoli, e che tanto ci stanca.

Una sensazione che spesso coesiste con il compiacimento nel sentirci utili e cercati.

Stabilire orari per le varie attività non è sottrarsi al mondo, è crearsi un mondo su propria misura.

Bellissimo perché in larga parte possibile.

A patto che si passi alla…

  • FASE 2: 30 GIORNI DI “PROLIFICA ASTINENZA”

Regole alla mano, prendiamoci 30 giorni di fila per applicarle.

Durissima, perché quella che stiamo affrontando è una dipendenza a tutti gli effetti.

Gioca però a nostro favore il fatto che, a differenza di altre dipendenze, ci sia un unico effetto collaterale: si crea vuoto.

Il vuoto spaventa, è per questo che portiamo con noi il cellulare mentre ci spostiamo da una stanza all’altra, ma il vuoto è solo uno spazio che possiamo riempire con quello che vogliamo.

Perché non riempirlo con qualcosa che ci rende felici?

Prendiamoci questi 30 giorni per riscoprire cosa ci fa stare bene!

Quali sono quelle attività, soprattutto manuali, che distendono quella ruga che abbiamo tra le sopracciglia e ci tirano gli angoli delle labbra verso l’alto?

Curare le piante e fare giardinaggio, camminare in un parco ascoltando il nostro podcast preferito (“Easy Readers” è il mio, ma sono di parte, eheh), cucinare con calma una nuova ricetta, costruire un tavolino, riparare qualcosa con amore…

Serve curiosità e pazienza per riscoprire, o scoprire per la prima volta, quello che ci piace fare e poi concederci di farlo.

Sembra che le prime due settimane siano davvero difficili e che poi qualcosa cambi, diventi piacevole, fino alla…

  • FASE 3: REINTRODURRE LA TECNOLOGIA

È arrivato il momento, il 31° giorno, di chiederci cosa ci è mancato.

Forse avremo scoperto che da quando non leggiamo più le news su Twitter ci sentiamo meno ansiosi. Vale la pena chiederci se sia una buona idea ricominciare ad usarlo.

Magari però Instagram, di cui abbiamo fatto a meno, è importante per noi perché amiamo guardare le foto di amici che ci mancano e così, una volta a settimana è bello partecipare alla loro vita anche a distanza..

I 30 giorni di pausa ci permettono di rivalutare l’effettiva importanza ed utilità di ciascun dispositivo, e di percepire più lucidamente come ci fa stare usarlo (o non usarlo).

Nessun giudizio assoluto quindi sugli strumenti in sé, solo consigli su come prenderci cura di noi stessi nell’ usarli.

Quale consiglio ho messo subito in pratica

Ho già messo in pratica uno dei consigli offerti da Newport e ho creato una lista delle cose che vorrei fare ed imparare nelle prossime settimane, come costruire un tavolino e sistemare il balcone, così che quel vuoto si riempia di creatività e sostanza.

Non mi resta che acquistare il materiale… credo proprio che quelle due ore a settimana saranno ben spese!

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