Come essere più efficienti


Spunti di riflessione leggendo “Due ore al top” di Josh Davis.


Questo è uno dei pochi manuali dedicati alla gestione del tempo e al miglioramento della produttività che mi dà gioia mentre lo leggo (ne leggo tanti, alcuni mi entusiasmano, altri mi forniscono ottimi spunti, ma raramente mi danno gioia).

E’ la prima volta che la lettura di un manuale che tratta di efficienza, invece di spingermi a correre a prendere carta e penna per fare schemi, mi regala leggerezza.

I manuali, ho imparato a mie spese, vanno presi con le pinze: più come spunti di riflessione che come prontuari da seguire pedissequamente. Questo non fa eccezione, ma da ogni libro che leggo seleziono quelle parti che mettono in moto creatività e sano senso critico, le distillo, e mi appunto le “buone idee”.


Benjamin Franklin: maestro di efficienza!


Se devo qualcosa a Josh Davis è l’avermi fatto venire una gran voglia di leggere una biografia su Benjamin Franklin, sì, proprio quello del parafulmine!

Lo sapevi che nella sua vita si è dedicato a mille cose diverse, dall’essere tipografo ad essere direttore delle poste, scienziato, filantropo, ed altro ancora? Un perfetto esempio di efficienza!

Caso vuole che tempo prima, nel bel mezzo dell’ultimo temporale che ho osservato dalla finestra del salotto, mi fosse venuto in mente, come un lampo, un videogioco dei tempi delle scuole medie, “Day of the Tentacle”, in cui proprio Benjamin Franklin faceva apparizione con l’invenzione che l’ha reso famoso.

Così per curiosità sono andata a cercare sul web l’elenco di tutte le sue invenzioni e invece ho trovato un elenco lunghissimo di attività che ha svolto nella sua vita e che con la scienza non hanno nulla a che fare e quando ho letto del livello che ha raggiunto in ciascuna ho subito pensato: questo è un uomo che ha dedicato la sua vita al lavoro!

Ho riso di gusto quando ho scoperto che era uno che amava invece godersi la vita in tutti i suoi aspetti, dedicando ore intere durante la giornata a fare quello che più lo divertiva.


Come è nata una delle biblioteche più grandi al Mondo


Tra le tante cose che ha fatto nel “tempo libero”, ha fondato quella che poi sarebbe diventata la biblioteca pubblica di Filadelfia.

Da amante dei libri è una delle cose che più mi ha colpito.. ho subito pensato “Ecco, ora mi racconteranno come è nata una delle più grandi biblioteche al Mondo: certamente a Benjamin ci saranno voluti anni di raccolte fondi, progetti con politici, architetti, comitati pubblici per sostenere l’iniziativa, articoli sui giornali per cercare sponsorizzazioni, e tutto guidato da un grande sogno per il quale ha dedicato anima e corpo” … E invece no!

Amava leggere e si trovava con un gruppo di amici il venerdì sera, tutti lettori appassionati, per discutere con loro di un tema che di volta in volta decidevano tutti insieme. Durante la settimana, ognuno leggeva il più possibile su quel tema per informarsi e poi al venerdì ne discutevano, si confrontavano.

Dal momento però che nel 1700 non c’era Amazon, non era così facile reperire i testi, quindi hanno pensato bene di raccoglierli man mano in una stanza così da averli sempre a disposizione.

Leggi che ti passa, libro dopo libro, è nata una biblioteca. Non è meraviglioso?

E molte altre cose che ha realizzato non sono nate da piani strategicamente elaborati a tavolino (ho quest’obiettivo, prevedo di raggiungerlo in 8 step, secondo queste tempistiche), no, no, sono nate da passioni che ha coltivato nel tempo libero.


Cosa ci insegna Benjamin Franklin sulla gestione del tempo e sulla produttività


Questo ci dice tanto su come funzioniamo come esseri umani, su quanto sbagliata sia l’idea che per fare bene il proprio lavoro lo si debba considerare sempre una priorità assoluta che va a discapito del coltivare i nostri hobby, del prenderci cura di noi stessi, di salvaguardare tempo prezioso per noi.

Troppo spesso e troppo facilmente ci dimentichiamo quanto sia importante condividere le nostre passioni con gli altri e di come la passione sia il motore che ci spinge a creare qualcosa che all’inizio non possiamo nemmeno prevedere dove ci porterà. Troppo spesso e troppo facilmente scegliamo l’utilità come criterio per decidere a cosa dedicarci e raramente siamo guidati dalla gioia che proviamo nel farlo.

Spesso invece i progetti migliori nascono così, guidati dalla pura gioia. E la cosa più importante è che crescono con noi rendendoci migliori come persone e rendendo la vita ricca di significato. La nostra e quella degli altri.


Ti propongo un esperimento: prendi in mano l’agenda e dai un’occhiata a cosa ci hai segnato.


Sono tutti impegni?

Le cose da fare (la spesa, il pagare la bolletta tal dei tali, …), gli appuntamenti di lavoro (la riunione, la lezione, la conferenza, …) e quelli medici (giorno x ora y: dentista) …

Dove segniamo il tempo per fare le cose che vogliamo e non quelle che dobbiamo?

Il cappuccio con l’amica, l’ora di “spa domestica”, il pomeriggio in cui non abbiamo il turno di lavoro e lo passiamo a disegnare non importa cosa o a guardarci un bel film, le due ore che desideriamo prenderci da tanto per riguardare gli appunti dell’ultimo corso che abbiamo seguito, la mezza giornata di stacco totale da tutto per scoprire lì per lì cosa desideriamo fare, in base a quello che ci fa star bene in quel momento… ci sono queste cose nella nostra agenda?

Capita di pensarle come scelte dell’ultimo minuto; non sono impegni fissi, quindi perché stabilire a priori di dedicarvi del tempo, di tenerselo via quando potremmo utilizzarlo per finire prima le cose da fare?

L’inghippo è che le cose da fare continuano ad aggiungersi alla lista, quelle che spuntiamo vengono sostituite con altre, e per definizione sono destinate a non finire mai. E’ la loro natura. E’ anche un buon segno: significa che siamo ancora qui e che possiamo ancora farle!


Franklin l’aveva capito: siamo pile ricaricabili!


Per fare tutto quello che dobbiamo fare spendiamo energia. Come una pila, andiamo ricaricati.

Ciò che ci ricarica è ciò che ci rigenera e non c’entra nulla col lavoro, per quanto ci piaccia, o con le commissioni, per quanto non troppo faticose.. riguarda il tempo speso per le nostre passioni, un tempo tutto per noi.

Le attività che potremmo definire “tempo libero” hanno quindi pari importanza e dignità delle altre se non di più, visto che sono il carburante, non la ricompensa, per poter affrontare tutto il resto.


La benzina va messa nel serbatoio prima di partire per un viaggio ed è meglio non rimanere senza..


E’ un errore relegare le nostre passioni ai ritagli di tempo. Non metterle mai “in agenda” è come dire che non sono prioritarie, che non meritano un tempo dedicato.

Qui penso a Benjamin Franklin: le idee e le soluzioni migliori arrivano quando creiamo le condizioni ottimali.

Certo, con grande forza di volontà riusciamo anche per lungo tempo a resistere agli impegni e alle sfide che ci troviamo ad affrontare ogni giorno, ma c’è sempre un prezzo da pagare: quanta ansia, quanto nervosismo ci sentiamo addosso!

Possiamo esistere anche in una versione di noi più serena e di buonumore. A patto che non ci dimentichiamo che la vita è fatta anche di cose belle e piacevoli e questo non è concedersi un lusso ma riappropriarci della nostra vita.


La vera efficienza


Esistono moltissimi libri, corsi e strumenti dedicati alla gestione del tempo, forse perché l’efficienza è uno dei temi centrali di questo periodo storico nella nostra società, ed il manuale da cui mi sono scaturite queste riflessioni che ho condiviso con voi ne è un esempio.

Aspettarsi di lavorare in continuazione riempiendo sempre più le nostre giornate già stracolme porta a pessimi risultati.

Crediamo che per essere produttivi si debba trovare tempo a sufficienza nell’arco della giornata (quante volte ci diciamo “devo trovare tempo per fare anche questo”?).

Crediamo che essere produttivi significhi fare tutto ciò che va fatto e farlo al meglio.

Non dimentichiamoci però che l’efficienza, la vera efficienza, quella che non paghiamo sacrificando aspetti importanti della nostra vita, viene sì da una buona gestione del tempo, ma tanto da quello lavorativo quanto da quello dedicato alle nostre passioni!


Altri spunti sulla gestione del tempo


Ho dedicato un episodio del mio Podcast “Easy Readers” ad un articolo che tratta proprio di passioni e dell’importanza che rivestono nella nostra vita; in Giappone lo chiamano “Ikigai”, ciò che dà significato alla nostra esistenza.

Puoi ascoltarlo qui: “Ikigai, il libro che insegna a trovare lo scopo della propria vita


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