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“La sovrana lettrice” immaginata da Alan Bennett

    Se c’è una cosa che non contraddistingueva la scomparsa Regina Elisabetta II era la passione per la lettura, alla quale preferiva lo sport ed i cavalli, i suoi amati cani corgi e la sua collezione di francobolli. Con bonaria ironia quindi Alan Bennett nel 2007 la faceva diventare protagonista di un romanzo che ruota attorno ad un intrigante quesito: quale sarebbe stata la sorte della monarca se fosse diventata un’accanita lettrice?


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    “La sovrana lettrice” è un’ode alla lettura

    Alan Bennett – scrittore, drammaturgo e sceneggiatore britannico – con “La sovrana lettrice” omaggia la letteratura e celebra il potere trasformativo della lettura.

    Questo libro è stato scritto quando la Regina Elisabetta II era ancora in vita e la sovrana appare come ce la ricordiamo: coi suoi celebri completi color pastello, i suoi eccentrici cappellini, circondata dai suoi amati cani corgi.

    Ma Alan Bennett le attribuisce una caratteristica che la sovrana non ha mai mostrato di possedere: l’interesse per i libri.

    Tutta la storia si fonda così su di una premessa che viene sviluppata dall’autore fino alle sue estreme conseguenze: poiché i libri incidono sulla formazione di una persona e la lettura, quando parte integrante della vita, può concorrere al cambiamento, che cosa sarebbe accaduto alla Regina stessa se fosse divenuta un’accanita lettrice? E quali ripercussioni avrebbe avuto questa sua “insana” passione sull’intera Monarchia?

    Lo stile di Alan Bennett è impregnato di humour tipicamente british, una sottile ironia che corre lungo il testo. Agli inglesi pare faccia molto ridere l’imbarazzo che deriva da comportamenti ritenuti inappropriati rispetto al contesto sociale e, una volta che si riesce ad adottare questo punto di vista, si può sorridere di gusto di fronte a questo personaggio che scombussola la corte e rompe gli schemi.

    Eppure niente mi è suonato come una irrispettosa presa in giro; piuttosto come il desiderio di rendere un personaggio tanto iconico suscettibile di sfumature che, anche se solo immaginate, ce lo fanno sentire più vicino.

    È così che la sovrana, scoprendo per caso una minuscola biblioteca ambulante nei giardini di Buckingham Palace ed un ragazzo alle sue dipendenze che le farà da Virgilio, si addentra nel mondo dei libri e da novizia si trasformerà, di pagina in pagina, in una appassionata lettrice.

    Di libro in libro, nascono in lei riflessioni e parallelismi tra la propria vita e quella degli autori e dei loro personaggi, che la portano a guardare alla propria esistenza con altri occhi.

    Quanti scrittori, poeti, artisti ha incontrato in quasi un secolo di Storia senza poterli veramente apprezzare. Ora la lettura glieli fa riscoprire e le offre le chiavi per poter vivere gli incontri e le conversazioni con queste grandi personalità come un’inestimabile fortuna. Prova adesso emozioni e sentimenti che fino a quel momento erano come sopiti.

    Una carrellata di opere ed autori scorrono tra le pagine del romanzo di Bennett, godibile soprattutto dal lettore che ha già qualche riferimento letterario che gli consenta di cogliere allusioni e riferimenti. Insomma, forse un testo non adatto ad un novello lettore, ma una chicca per chi frequenta già da un po’ il mondo della letteratura e si può riconoscere nel processo che l’autore descrive così chiaramente: come, una volta aperta la porta alla lettura, un libro ne chiami un altro e la curiosità diventi presto passione.

    Ne deriva una capacità di introspezione che si manifesta in Elisabetta con il desiderio di mettere i propri pensieri su carta, sotto gli occhi increduli di familiari e servitori, che vedono crescere sul comodino della Regina la pila di tomi e taccuini.

    A cosa porterà questo crescente interesse per la lettura e la scrittura lo si scopre solo nello spiazzante e divertente epilogo!

    La lettura tratta dal romanzo di Bennett

    “La sovrana lettrice” è uno dei tanti libri che appena ho letto ho avuto voglia di portare in scena. Ci ho lavorato sopra alcuni anni fa ed è una lettura che ancora oggi presento nelle Biblioteche.

    Ho selezionato quei brani che, se da una parte fanno emergere l’ironia di Alan Bennett, un’ironia tipicamente british che io trovo gustosa, dall’altra cuciti insieme ne rispettano la trama.

    È incredibile quanto lavoro di riduzione sia necessario per rendere un romanzo, anche se breve come questo – siamo sulla novantina di pagine – un testo leggibile in un’ora circa.

    Ad accompagnarmi in questa lettura c’è Pierangelo Frugnoli, un bravissimo chitarrista che ha composto le musiche che fanno da colonna sonora.

    La prossima replica sarà il 23 Novembre 2023, alle ore 20.45. Ci trovate alla Biblioteca di Dalmine, in provincia di Bergamo, con questa chicca: un omaggio ad un personaggio che ha fatto parte della Storia di tutto un secolo ed un omaggio all’amore per i libri e al potere trasformativo della lettura!

    Libri ed autori citati ne “La sovrana lettrice”

    Se non siete interessati a conoscere quali libri vengono citati ne “La sovrana lettrice” potete fermarvi qui e tra un paio di settimane potrete ascoltare il prossimo episodio.

    Però non ce l’ho fatta a trattenermi e sono andata a riprendere in mano il romanzo e ho sfogliato una pagina dopo l’altra alla ricerca delle letture che la Regina Elisabetta scopre come ciliegie. Se siete curiosi, ho stilato l’elenco completo!

    Alcune di queste erano finite già dalla prima lettura del romanzo nella mia lista di libri da leggere. Alcuni li ho letti, altri sono ancora lì, altri ancora nel tempo li ho depennati. È un po’ come trovarsi in un negozio di caramelle: per gioirne non le devi mangiare per forza tutte!

    Il piacere sta anche solo nello scoprire l’esistenza di libri che non si conoscevano, magari nel cercare qualche informazione su quei titoli che più ci incuriosiscono e magari trovarsi a leggere alla fine, che so io, l’autobiografia di uno degli autori di questi libri perché, per come la Regina ne rimane affascinata, diventano come le Sirene per Ulisse.

    Quindi eccovi la lista di tutti i libri e gli autori citati ne “La sovrana lettrice” di Alan Bennett, e per alcuni anche qualche curiosità:

    • Cecil Beaton: fotografo e costumista britannico che ha immortalato con i suoi scatti alcune delle più grandi celebrità della sua epoca, tra cui Marilyn Monroe, Maria Callas, Katharine Hepburn e la nostra Regina Elisabetta.
    • Ivy Compton-Burnett: autrice di venti romanzi, perlopiù tragicomici, dai titoli come “Genitori e figli”, “Mariti e mogli”, “Il buio e la luce” e via dicendo – insomma, le piaceva il dualismo – è stata insignita da Sua Maestà del titolo di “Dama di Commenda dell’Impero Britannico”.
    • David Hockney: pittore, disegnatore, incisore, fotografo e scenografo britannico, ha lavorato tra i tanti anche all’allestimento negli anni ’60 dell’ “Ubu Re” andato in scena al Royal Court Theatre di Londra e al “Flauto Magico” portato in scena al Metropolitan Opera di New York negli anni ’70. Non ho trovato traccia che abbia scritto dei libri, ma suppongo che il volume su cui gli occhi della Regina si sono posati sia un catalogo delle opere dell’autore, visto che la Regina lo sfoglia “fissando impassibile i sederi di giovanotti che escono da piscine californiane”.
    • “Inseguendo l’amore” e “L’amore in un clima freddo” di Nancy Mitford: si rivelano un’ottima scelta per una novizia di sangue reale, che pare apprezzare quest’autrice, nota soprattutto per le sue biografie di grandi personaggi storici e per i suoi romanzi ambientati nell’alta società britannica e francese, proprio come in “Inseguendo l’amore”, un romanzo in parte autobiografico dove la Mitford racconta vizi e virtù della nobiltà inglese del ‘900 in modo divertente ed irriverente. Alla nostra protagonista doveva parere un succulento gossip o una satira frizzante grazie alla quale poter finalmente ridere anche di se stessa!
    • George Eliot ed Henry James: pare invece che avrebbero potuto scoraggiare per sempre la Regina con i loro “macigni”, salvo poi prenderli in mano più avanti quando della lettura pare non possa più fare a meno.
    • “Il mio cane Tulip” è un’opera di Ackerly, che per più di vent’anni ha diretto la rivista inglese “The Listener”, il settimanale d’arte della BBC. Qui Ackerley racconta come abbia trovato nel rapporto col proprio cane, vissuto sedici anni, un profondo legame affettivo, spunto di riflessione su ciò che sta alla base di qualunque legame. Segue la lettura dell’autobiografia “Mio padre e io”.
    • Jean Genet: scrittore, drammaturgo, e poeta francese. Cercando sul web informazioni su di lui, ritorna più volte la frase “uno degli autori più discussi del Novecento”.
    • Anita Brockner: prima donna ad occupare la cattedra di Belle Arti di Cambridge nel 1967, è stata paragonata a Jane Austen per la sua dote di saper ritrarre con grande capacità introspettiva le sfumature psicologiche dei suoi personaggi, che sembrano tutti avere in comune il perdersi lungo la propria strada.
    • Kilvert Francis, un vicario che nei suoi diari descrive la vita rurale nella campagna inglese in epoca vittoriana.
    • Di Charles Dickens, “Grandi speranze” e l’incipit di Racconto di due città”… “Erano i giorni migliori. Erano i giorni peggiori”.
    • La storia dell’elefantino Babar, creato dal francese Jean de Brunhoff negli anni ’30
    • Proust, di cui la nostra lettrice sempre meno in erba dice: “Poveretto, una vita infame. Un martire dell’asma. Il tipo di persona a cui viene da dire: “Insomma, tirati un po’ su!”. La cosa strana era che quando ha intinto un pezzo di dolce nel tè (pessima abitudine) gli è tornato in mente tutto il suo passato. Sa, ci ho provato anch’io ma non mi ha fatto nessun effetto” e alla quale il Ministro degli Esteri risponde che forse non era il dolce giusto.
    • Ma Proust ormai l’ha incuriosita, per questo legge la sua biografia a cura di George Painter.
    • Di Pepys deve aver letto il diario, dove questo politico dedito anche alla scrittura, testimonia nelle sue pagine grandi avvenimenti della storia inglese del ‘600, tra cui il grande incendio che distrusse gran parte di Londra e che sembra sia stato causato da un fornaio che dimenticò di spegnere il forno prima di andare a dormire.
    • Le poesie di Betjeman, uno dei fondatori della Victorian Society, l’organizzazione che si occupa della conservazione delle opere architettoniche di epoca vittoriana ed edoardiana.
    • La poesia “Gli alberi” di Philip Larkin, che nella strofa finale recita: “Eppure, infaticabili, quei castelli insistono a infoltirsi a ogni Maggio. Un altro anno è morto, sembrano dire, si ricomincia da capo, da capo, da capo”.
    • “La convergenza dei due” di Thomas Hardy, una poesia sull’incontro tra il Titanic e l’iceberg
    • Rimane rapita dai personaggi del Capitano Crouchback, protagonista della trilogia “Sword of Honour” di E. Waugh, da cui è stato tratto un film, e da Tristram Shandy, protagonista dell’omonimo romanzo di Laurence Sterne o, per meglio dire, di quello che è stato definito l’antiromanzo e metaromanzo dello scrittore irlandese vissuto nel ‘700. Non ultima fa breccia nel suo cuore Lady Bracknell, personaggio del gustosissimo romanzo “L’importanza di chiamarsi Ernesto” di Oscar Wilde.
    • Anche se dichiara di non capire sempre Shakespeare, pare che alcune battute siano per la nostra Regina qualcosa che sente vicino a sé.
    • Vista la passione per i cavalli, non può non apprezzare Jonathan Swift, che nei suoi “Viaggi di Gulliver” descrive una razza immaginaria di cavalli intelligenti che fondano la loro società sull’uso della mera ragione per governarsi.
    • “Casa Howard” di Forster dev’esserle rimasto impresso, come a noi il film tratto dal romanzo, magistralmente interpretato da Anthony Hopkins ed Emma Thompson.
    • Leggendo “La sovrana lettrice” ho scoperto anche che esiste un “Dizionario delle citazioni“. Benché io non sia un’appassionata di aforismi e citazioni, mi è capitato talvolta di soffermarmi su frasi così incisive da racchiudere un pensiero enorme. Credo gli darò un’occhiata. A questo e ad un paio di titoli che ho scoperto grazie ad Alan Bennett!
    • E poi… una lunga lista di altri autori e testi che vengono citati e che ci ricordano quante storie ci aspettano dietro l’angolo; autori come Masefield, Walter de la Mare, T.S.Eliot, Priestley, Ted Hughes, Ian McEwan, James Tait Black, A. S. Byatt, Dylan Thomas, John Cowper Powys, Jan Morris, Lewis Carroll, Andy McNab, Joanna Trollope, Virginia Woolf, Vikram Seth, Salman Rushdie, Alice Munro, Rose Tremain, Mary Renault, Denton Welch, Lord David Cecil, Isherwood, Anthony Powell, Balzac, Turgenev, Emily Dickinson, il commediografo Noel Coward, Dick Francis, Kazuo Ishiguro, la biografia di Sylvia Plath e l’autobiografia di Lauren Bacall, il libro che Enrico VIII scrisse contro Lutero e le “Pagine da un diario scozzese” della Regina Vittoria e anche “Il romanzo di un re” che raccoglie le memorie del Duca di Windsor, Thackeray, Beckett, Jane Austen, Dostoevskij, le opere di Nabokov “Lamento di Portnoy” compreso, le sorelle Brontë “Harry Potter”, la Bibbia e il Kamasutra.

    Ho fatto del mio meglio per spulciare ogni singola riga, ma le pagine ne sono talmente fitte che potrebbe essermene sfuggito qualcuno. Semmai un giorno decideste di leggere questo bijoux di Alan Bennett e doveste scoprirne altri, segnalatemeli e li aggiungerò con gioia a questa lista!

    Nel frattempo vi lascio con questa insolita Bibliografia, da cui pescare qualche titolo, spinti da mera insana curiosità.

    Buona lettura!


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