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La Bergamo dell’altroieri raccontata da Paolo Aresi

    Diversi racconti, le memorie del padre, tratteggiano la vita novecentesca della città, abitata da commoventi e indimenticabili personaggi.


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    Racconti sulla Bergamo di altri tempi

    Quando ho letto per la prima volta questi racconti di Paolo Aresi ci ho ritrovato gli stessi colori, le stesse immagini, che mi si erano impressi nella mente quando bambina ascoltavo mia mamma raccontare la sua infanzia in Città Alta.

    Ho amato questo libro fin dalla prima pagina, mi ha subito catturata, commossa, l’ho trovato pieno di incanto in questo susseguirsi di personaggi indimenticabili che parlano di una Bergamo perduta.

    Aresi mette per iscritto i ricordi del padre che, in un documentario su Città Alta, trovato per caso su Facebook proprio dal figlio, riconosce la voce di un vecchio amico ormai morto da tempo, ed è così mosso dal desiderio di riportare alla memoria le storie del suo passato. Per lasciar traccia, per non dimenticare…

    In “Bergamo dell’altroieri” siamo nella Pignolo di altri tempi, un quartiere abitato da personaggi teneri, stravaganti, pieni di umanità.

    Chi se li scorda, adesso, il Professor Costanza ed il suo elisir di lunga vita, il Mogio con il suo triciclo a pedali, l’incontro tra la Mariulì e la purtinera, il Censo che era un brav’uomo e le tre buffissime poie della sciura Cassotti che ogni volta, con le loro mutandine di lana, mi fanno stringere il cuore dalla tenerezza?

    La vita che emerge da questi ricordi è quella di un borgo dove, in una condivisa povertà, vi è una commistione tra estrema solitudine e vita comunitaria: un viaggio nel “popolo”, fatto di gente e mestieri, di valori e di incredibili circostanze.

    Da libro a lettura con musica dal vivo

    Mi sono imbattuta in questo libro per caso.

    Nella primavera del 2022 cercavo dei romanzi da inserire nella prima edizione di “Terre da raccontare”, la rassegna estiva di letture con musica dal vivo, organizzata da Terre del Vescovado, di cui ho curato la direzione.

    Ed ecco, tra i tanti titoli presi in considerazione, emergere questo libricino di 137 pagine che ho letto tutto d’un fiato. Ho pensato: “Questo è quello che cercavo!”.

    Ho selezionato i racconti che mi hanno più colpito e ne ho fatto una parziale riduzione, in quell’operazione così delicata in cui si prende un’opera che ha una intrinseca forza narrativa e la si restituisce al pubblico potremmo dire sfoltita, limata, perché la lettura ad alta voce possa scorrere col giusto ritmo e con la giusta durata.

    Ed ecco “Bergamo dell’altroieri” in forma di lettura espressiva, dove un bravissimo pianista di origini bresciane, Alberto Forino, mi accompagna. Tra i brani, anche uno tratto dal suo nuovo Album “Tiny Toys”. Attrice bergamasca e pianista bresciano sembra il connubio perfetto per questo 2023 che vede Bergamo e Brescia Capitali della Cultura ed infatti è questo un anno di numerose repliche in provincia e fuori provincia.

    Meraviglioso dar voce a queste storie che l’autore ha saputo fermare nel tempo!

    Paolo Aresi: giornalista e scrittore

    Aresi è giornalista e scrittore bergamasco.

    Classe ’58, è estremamente eclettico e declina la sua scrittura in più generi e contesti: vincitore del Premio Urania 2004, ideatore della rivista Orobie nel 1990, scrive libri sulle montagne, romanzi di fantascienza e narrativa realistica, come “Bergamo dell’altroieri” e “La vita a pedali”, la storia di Felice Gimondi, che da bambino con un sogno nel cassetto diventa campione italiano di ciclismo in un’Italia del dopoguerra che tenta di rialzarsi.

    Vi anticipo che leggerò proprio questa storia nella seconda edizione di “Terre da raccontare”.

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