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La vera Cronaca di una morte annunciata

    Il romanzo capolavoro di Gabriel García Márquez prende spunto da un fatto realmente accaduto: un omicidio in pieno giorno, sotto gli occhi di tutti, senza che nessuno muova un dito per impedirlo.


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    L’intera comunità sotto accusa

    “Cronaca di una morte annunciata” di Gabriel García Márquez è la ricostruzione di un omicidio che avviene in pieno giorno, sotto gli occhi di tutti. Annunciato dagli assassini a tutto il paese, il fatto accade in modo atroce senza che nessuno faccia nulla per scongiurarlo.

    Di questa morte sono tutti corresponsabili.

    Quello che mette i brividi è che il romanzo di Márquez si basa su di un fatto realmente accaduto in Sud America.

    Tutto accade in modo tanto lucido quanto assurdo e questa bellissima narrazione fa emergere con forza che cosa sia la responsabilità individuale e la responsabilità collettiva nell’accadimento dei fatti, di qualunque tipo: questo non prendere parte in modo attivo a ciò che succede nel mondo e poi stupirsi che accada.

    La grandezza della storia di Gabriel García Márquez sta nell’andare oltre la cronaca del singolo omicidio: è un esempio emblematico del ruolo che ognuno di noi gioca nel grande schema delle cose, di come l’adesione acritica ad una mentalità comune possa influire sul nostro comportamento e condizionare pesantemente le nostre azioni e di come proprio per questo sia fondamentale sviluppare un pensiero autonomo e quanto più possibile consapevole.

    La lettura tratta dal romanzo

    Da questo romanzo ho tratto una lettura con accompagnamento musicale.

    Il 2024 sarà il 10° anniversario della morte di Gabriel García Márquez, a cui è stato conferito il Premio Nobel per la Letteratura nel 1982.

    In occasione dell’anniversario, il 4 Novembre 2023 potrete vedere in anteprima la lettura che ho tratto da questo capolavoro.

    Questo lavoro nasce dalla rivisitazione di una riduzione che ne avevo fatto anni fa per “Storie Note. Borghi in musica”, una Rassegna di letture con musica dal vivo nella provincia di Bergamo, di cui avevo curato la direzione, e che ora ripropongo accompagnata dal bravissimo pianista Alberto Forino, con cui mi avete già vista in “Novecento” e “Racconti della Bergamo di ieri”.

    La principale diversità tra il testo e la riduzione che ne ho fatto è che il testo originario di Márquez è molto frammentario e la cronaca è costituita da spezzoni, una matassa che si dipana grazie all’indagine, portata avanti dal narratore, tramite la raccolta delle testimonianze degli abitanti del paese. Nella riduzione ho sottolineato la cronologia degli eventi, così che nel tempo della lettura spicchi con chiarezza la sequenza agghiacciante dei fatti accaduti.

    È una lettura dove parole e musica si fondono e tengono inchiodati alla sedia. Segnatevi la data sul calendario con un bel cerchio rosso!

    4 novembre 2023, ore 20:30, “Cronaca di una morte annunciata” presso la Chiesa Parrocchiale di Foresto Sparso, in provincia di Bergamo. Sarò la voce narrante di questa incredibile storia da brivido, accompagnata dal pianista Alberto Forino.

    Contiamo di replicare la serata in Lombardia nel corso di tutto il prossimo anno. Se desiderate organizzare una replica presso il vostro Comune noi ci esibiamo in Biblioteche, Teatri, spazi privati e associativi. Per avere informazioni, scrivetemi a francesca.beni@gmail.com .

    Il fatto di cronaca alla base del romanzo di Márquez

    Siamo in una cittadina della Colombia, in un tempo sufficientemente lontano perché la questione dell’onore sia ancora un aspetto importante della cultura.

    Bayardo San Román, un giovane che si è appena sposato, la prima notte di nozze riporta la novella sposa, tale Ángela Vicario, nella casa materna, quando scopre che la ragazza non è più vergine. Picchiata dalla madre, ad Ángela viene estorto un nome, Santiago Nasar, il nome dell’uomo che l’avrebbe violata, ed i suoi due fratelli chiedono vendetta, come la tradizione vuole. La vittima, in un istante, è designata.

    Chi narra la vicenda è l’amico di Santiago, che cerca di capire che cosa sia successo da un passo prima del matrimonio di Ángela Vicario a quando poi il suo amico muore davanti al portone della propria casa.

    Quello che colpisce di questa macabra e paradossale vicenda è che i due assassini, nel dichiarare a tutto il paese la loro intenzione di uccidere l’uomo per cancellare l’onta subito dalla loro famiglia, sembrano nutrire la speranza che qualcuno li fermi, quasi abbiano fatto la mossa e si aspettino poi che qualcuno dica: “Ma no, ma cosa fate?”.

    Invece nessuno interviene e per motivi diversi: chi perché si ferma passivamente ad osservare quel che accade, chi perché accoglie la dichiarazione con superficialità e non le dà peso, chi perché pensa che tanto ci sarebbe stato qualcun altro che avrebbe fatto qualcosa.

    Il susseguirsi dei fatti accade così inesorabile e si resta a guardare con incredulità un destino segnato. Tutto va a rotoli, come una pietruzza che dalla cima della montagna diventa alla fine un macigno che finisce per schiacciare la vittima, unica persona a non sapere che cosa stia accadendo perché nessuno ha pensato bene di avvisarlo.

    Per una serie di circostanze sempre più paradossali muore proprio davanti al portone della propria casa, sprangato dalla sua stessa madre che, inconsapevole, decreta la sua fine.

    E nessuna saprà mai, così vuole il destino fino all’ultimo beffardo, se sia stato davvero Santiago Nasar ad aver deflorato la novella sposa, o se il suo sia stato solo il primo nome venuto in mente alla ragazza mentre veniva percossa in famiglia.


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